Put your hands up

Adesso superiamo il momento Drama Queen e giochiamo la carta del:

Risultati immagini per do you want applause alessandra mussolini

Scusate, ma bisogna che faccia partire l’auto applauso per Cose con la B, perché nonostante la vergogna regni sempre sovrana, è pur sempre la mia creatura, e mannaggia se sono vostra madre FIGURATEVI SE NON SONO LA MADRE ORGOGLIOSA DEL MIO BLOG!

(Comunque la reference è questa) (ma anche questa) (e pure questa)

  • Grazie a Cose con la B ho scoperto e mi sono ricordata molte cose su me stessa. Ho sofferto di depressione maggiore, e la mia unica vera priorità della vita è che questo non accada più. Ho accettato, invece, che ci sono delle cose di me di cui non devo avere timore: non di quelli belle, tanto meno di quelle brutte. E allora riderci o piangerci su, a seconda della situa, e via andare.
  • Grazie a Cose con la B ho imparato a sistematizzare i miei pensieri: non a scavare più a fondo, ma a spogliarli del superfluo, perché mi voglio far capire e perché ho realizzato che se il mio desiderio più grande era comunicare e condividere le cose belle mi ci dovevo impegnare un po’ di più. E quindi sì, sto applicando alla mia scrittura quello che ho imparato dai libri che leggo e di cui seguo le presentazioni e dai corsi che ho frequentato: ho capito che non voglio scrivere narrativa, perché voglio raccontare le cose senza aspettare il momento giusto, perché lo so io qual è. Però mi piacciono le cose fatte bene, e allora l’editing è tipo una terapia, e boh, che figata.
  • Grazie a Cose con la B ho realizzato poi, effettivamente, il mio più grande sogno, che era comunicare attraverso i social il mio festival letterario preferito. Me la sono fatta sotto molteplici volte, ma insomma ce l’abbiamo fatta.
  • In realtà alla comunicazione di un evento letterario mi ci avevano già messa nel ’15, ma l’ansia mi aveva divorata e mi sono autosabotata in una maniera così profonda che ne le ferite si stanno chiudendo ora. Ma quello è stato un momento decisivo, e lo rivendico con gioia.
  • Durante i giorni del festival ho coordinato una schiera di prodi cavalieri erranti. A questo ci era già arrivato, però, Martino Baldi, il bibliotecario di una delle mie biblioteche preferite che curiosamente si trova nella mia città natale, perché d’altra parte lui si è inventato il festival dello spoiler, e mi aveva proposto di fare Il Ronzio del Festival quando ancora avevo solo voglia di stare in un angolo muta buona ferma. E in realtà a Cose con la B ci sono arrivata grazie a chi fa i libri che non c’erano: mi hanno presa per i capelli, tirato du’ schiaffi e riposizionata in tre due uno dove amo stare, ovvero in mezzo ai libri, anche quando mi faceva una paura fottuta. E in realtà in mezzo ai libri ci sono sempre stata, quindi di cosa stiamo parlando.
  • Grazie a Cose Con la B (e alla mia guida spirituale privata) mi sono ricordata che a lavorare nell’editoria autoprodotta e nella coordinazione di schiere di volenterosi cavalieri erranti mi ci ero già messa da sola nel lontano 2007, quando dopo un’estenuante gavetta durata 4 anni conquistai lo scettro di caporedattrice magna del Caffè, il giornalino scolastico della Conca. Quindi che cazzo di problemi ho nella vita? CHE SONO UNA FAVA LESSA!

In sintesi: mi garbano un monte di cose, faccio un monte di cose, le rivendico TUTTE con orgoglio. E Cose con la B dà voce a tutto, senza distinzione. Perché è successo questo: ci ho provato tante volte ad andare via, ma poi mi sono sempre riaffacciata, e qualcuno ha accelerato i tempi per me: grazie a Cose con la B ho imparato a riacciuffarmi da sola. E quindi la grande lezione è, come sempre: se ce l’ho fatta io, voi andate proprio lisci come l’olio toscano che garba tanto alla mia amica Z.

Ciao, vi amo.

B.

Ps. dedico questo post a tutte le persone che si sono accollate il mio disagio in questi mesi con un amore inusitato. Scusate ma sono una bimba degli anni ’90 e siccome questo è un diario IO FACCIO LE DEDICHE OK? In particolare, questo post è per un’altra B.

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