Breviario inconcludente di fine estate

Mi sembrava giusto cominciare questo nuovo sfavillante sito con un inventario di cose assolutamente sparse, perlopiù inutili e di scarso interesse, in modo da dare subito il chiaro segnale della cialtroneria che caratterizzerà questo spazio gestito dal mio disagio mentale. Benone! Di seguito, quindi, un piccolo compendio di ciò che ho fatto e/o pensato quest’estate (e badate bene che oramai l’estate mi è un concetto di un’astrattezza che manco Kandinskij), perché secondo me, senza, non potete iniziare a fare il cambio dell’armadio con la dovuta serenità.

  • Per la prima volta in vita mia ho compiuto un gesto adulto e maturo, che mi ha resa fiera e orgogliosa di me stessa, e di cui mi sono anche molto vantata: chiudere il gas e staccare la presa della televisione prima della partenza per le vacanze. Momento a cui ho dedicato riflessioni esistenziali molto profonde, concludendole con un “brava Bea. Adulta, responsabile e previdente Bea“. Peccato che al mio rientro, dopo aver aperto la porta di Happy Home e aver pensato “che bella casa mia tutta in ordine, che bel posto dove vivo, che bella la sensazione di tornare nella mia casina”, insomma tutto un gran vortice di emozioni, aprendo il frigo con l’intento di riporre un dolce trentino (di una bontà devastante), ho scoperto che il frigo era spento, e che “la presa della televisione” era in realtà la presa della ciabatta a cui era collegata OGNI COSA. Quindi niente. Il frigo tanto tanto perché c’era poca roba e tutta più o meno chiusa, ma… il freezer bimbi. La morte i cadaveri un odore che mi rimarrà nel naso per secoli. Una combo tra lo scioglimento dei ghiacci in Antartide e i liquami cadaverici prodotti da allevamenti illegali. Tutto buttato via con lo strazio nel cuore anche perché ho fatto un unico sacchetto di indifferenziato. Ho utilizzato litri di presidi medici chirurgici per cercare di far sparire il fetore. Però volete mettere? Tutto perfettamente sbrinato e pulito, pronto per accogliere solo cibi salutari e acquistati con criterio e rigore. Adesso potete sentirvi delle persone migliori.
  • Le cene in casa con gli amici hanno sempre il potere di commuovermi, tanta è la felicità che ti lasciano a fine serata.
  • Non ho visto una stella cadente neanche per sbaglio. In compenso, c’è chi ne ha viste a valanghe e ha espresso un desiderio al posto mio.
  • Leggere quattro libri brutti di fila è un’esperienza che mi ha segnata e dalla quale sto ancora cercando di riprendermi. Due li ho abbandonati, due li ho portati a termine con una fatica immane e posso dire senza paura che leggere è un’attività che genera rischio e per la quale ci si dovrebbe assicurare… chi ci ridà il tempo speso su pagine orribili, chi??
  • In compenso ho fatto pari con una delle serie più belline di sempre, “Benvinguts a la familia”, serie catalana trasmessa su Netflix. Sto rompendo l’anima a qualsiasi persona mi capiti a tiro affinché se la spari tutta in tempo zero e rigorosamente in catalano, perché è una di quelle cose belle e rare che quando uno le scopre (e io solitamente arrivo sempre dopo tutti!) ha il dovere morale di condividerle e fare in modo che tutti ne traggano giovamento.

Baselga

  • Non è estate se non vai a concertini yeah yeah possibilmente su prato e chiaramente con i giusti compagni di concerto. In un mondo migliore ne avrei visti a decine, ma questa summer 2018 oltre alle morte da caldo ha portato anche “lo zen e l’arte dell’essere felici per ciò che si riesce a fare senza patire aspirando sempre a vivere al di sopra delle proprie possibilità”. Quindi mi sono fatta Coez (che bimbi non ce la può fare mai ma proprio mai mai mai, gli si vuole bene, io sono una bimbetta e per certi testi proprio ci vado sottissimo, live canta pure bene, però no, qualcuno chiami Luca Tommassini che gli insegni a stare su un palco grazie) e Cosmo (avevo letto vari articoli sull’internet che parlavano del Cosmotronic Tour come un’esperienza straniante e da fare assolutamente, e in effetti è stata una festa davvero fighissima), e niente l’aria che si respira durante i concerti estivi sarebbe da infilare in un barattolo per farne uso durante l’inverno quando si ha bisogno di una botta di vita vera.
  • A volte bisogna dare retta alle zie e uscire dai soliti tracciati: scoprirete percorsi meravigliosi di cui ignoravate completamente l’esistenza e di cui invece non potrete più fare a meno (disclaimer: codesto mi è un discorso che si può intendere in senso sia letterale che metaforico. Prego).
  • Le soste in autogrill con i Bassotts hanno sempre un che di emozionante, avventuroso e iperadrenalinico, tipo una gita a Gardaland. Divertiti anche tu a correre a filo dei guardrail con due cani invasati! Fai zig-zag tra le deiezioni che costellano le pochissime aree erbose presenti! Esaltati nel trascinare via il cucciolo impazzito dalla presenza di milioni di altri quadrupedi che porca miseria ma tutti qui si dovevano fermare?! Fai una garetta con te stessa e migliora sempre di più il tempo che ti occorre a comprare generi di prima sopravvivenza e svuotare la tua vescica! Tutto bellissimo.
  • Non riuscirò mai a scegliere tra l’annosa questione “mare o montagna?”. L’ho capito quest’anno una volta per tutte. Perché camminare nei miei boschi e respirare l’odore di resina e guardare in su e vedere il cielo e le fronde degli alberi (a Baselga), e fare un bagno lunghissimo a largo nell’acqua bella e leccarsi il sale sulla pelle e crogiolarsi al sole (a Baratti) sono alcune delle cose che adoro di più al mondo e no, non posso proprio dirvi quale io preferisca (secondo voi il fatto che i miei due posti del cuore inizino con la B è un caso? Io non penso proprio).

Ecco, direi che adesso posso affrontare questi giorni di passaggio che ci separano dalla fine ufficiale dell’estate e provvedere a tutti quei riti di re-iniziazione di cui vado pazza e di cui vi darò ovviamente conto, perché ormai non avete scampo. E se avete un aneddoto che batte il disagio/frigo vi prego, condividetelo con me e ditemi che non sono sola!

B.

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