Basta esagerare, B.!

Avete presente quando vi dico che #sentolevoci? Ecco: mi sono svegliata per l’ennesima volta a notte fonda perché non mi si staccava il cervello (e coi morsi della fame). Allarme rosso, emergencia, pericolo pazzia! E non come quando sono paxxerella, o addirittura paxxissimase sono stanca, o sotto stress, divento proprio matta da legare. Ma siccome in realtà quelle matte da legare erano solo delle visionarie, e magari se non le avessero legate o bruciate il mondo sarebbe stato migliore (appunti, è uscito Morgana, lo voglio!), allora io adesso ve lo racconto, così poi sto meglio (sì esatto l’ho appena toccata pianissimo, it’s ok?)

D’ora in poi, ogni tanto, giocheremo tutti insieme a “monitora anche tu la qualità delle voci della B.!“, perché guardate, me lo dico proprio da sola: vi servo sana. Ho avuto l’illuminazione bimbi, contrariamente alle mie dichiarazioni, e allora mi è presa la scimmia delle mire espansionistiche, e ciao, addio, è la fine: in tre giorni sono già arrivata nel 2024. Invece ieri era solo il 122° compleanno di Faulkner, cosa che mi sembra del tutto coerente con la situa, d’altra parte.

faulkner_bookpride
Con questa diapositiva di  ©BookPride vi ricordo che dal 18 al 20 ottobre c’è BookPride a Genova #serviziopubblico

Lo sapevo che questo settembre sarebbe stato allucinante, ma mai così tanto. Il problema, in pratica, è che da maggio il disagio si è messo proprio a fare le garette: una grande partita a ping pong tra ecco una gioia! e ridammela che non è tua, tra cose belle bellissime e container di merda, tra la consapevolezza che #daibeachecelafai e autosabotaggi incredibili, tra pulsioni vitali preponderanti e desiderio fortissimo di lasciarmi morire di inedia. E siccome lui gareggia (il disagio), io ho imparato a combatterlo perlomeno ad armi pari. Però ecco, la portata di queste ultime competizioni è stata tra le più enormi della vita: ce l’ho messa tutta per non soccombere, e ok, ho vinto, ma ora sono stanca. E siccome il rischio anxiety girl è sempre più vicino, voglio fare una dichiarazione semplice: col cazzo bimbi che ci ricasco.

Un saggio giovanotto, in una notte fiorentina, mi ha detto:

Lo stai facendo bene, ma anche con meno ansia

(Poi in realtà altre cose bellissime, ma io ero sbronza e non me le ricordo). E visto che la sua dolce metà è stata una delle principali safe person di questi ultimi mesi nonostante i propri, di disagi, bisogna proprio che dia loro retta: staharma, BeinaQuindi ieri ho finalmente fatto La check-list del Disagio e non ne sono per niente contenta: grazie al cielo ho imparato a fermarmi.

  • A capire che it’s ok not to be ok (ma arrivaci, a capirlo per tempo!)
  • A dire ok, scusate, my mistake!, e cambiare rotta (per me che sono maniacale nell’organizzazione è una fatica indicibile)
  • A chiedere di aspettarmi (poi non andate via non andate via state con me vero vi prego state con me)
  • A chiedere un abbraccio (che figura di merda)
  • Ad accettare di essere fallibile (uffaaaaaaaaa io ho tanta voglia di fare bene come i calciatori!)
  • Ad accettare di essere fragile (che palle ohhhhhh io vorrei essere solo brillantini e giacche di pelle!)
  • A dire NO (ma io voglio fare tante cose!)

Ecco, can you feel il bisogno che ho di riposarmi? Perché poi via, abbiamo appurato che quando sto bene ce la fo. Però adesso, dopo Balcaniattacchidpanicononnaquattrofuneralianzicinquecomunicazionediuneventoletterariodaspingereabbestiaperchéloamiabbestiaoperazioniconpostoperatoripeggiodelloperazionestessagentichenonsannoviveremeravigliaincontripassionecaricafelicitàsoddisfazioniprogettinichisciottismospinto mi scoppia il cuore, mi scoppia il cervello. Quindi adesso fate finta che io sia il mio telefono: sono in ricarica. Non vedo proprio perché lui possa farlo e io no, oh! Sto cercando di essere ancora più concreta, ma per esserlo devo ripartire da dove avevo cominciato, perché per stare bene devo fare le cosine con calma. Quindi sì, voi aspettatemi, che io arrivo.

B.

Ps:

  • Un libro: Knut Hamsun, Fame, Adelphi
  • Una canzone: Verdena, Identikit, da Endkadenz Vol. 2
  • Un film: La pazza gioia di Paolo Virzì, 2016

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