La mia più bella cosa mai successa

Avevo accennato durante i mesi passati al fatto che il Bullet Journal mi stesse aiutando con un progetto, e che se casomai fosse andato in porto ne avrei parlato. Ebbene:

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Posso dirlo? Posso dirlo. Ho smesso di fumareE come è potuto succedere, cara B., che sei una tabagista di merda che fumava un pacchetto di Lucky Strike al giorno e che non aveva mai – mai – mai desiderato smettere e che avrebbe voluto dare affettuose testate contro il muro a chiunque mi intimasse di farlo?

È successo a caso, come la maggior parte delle cose. Un giorno avevo la nausea e il mal di pancia e mi accendevo le cicche e le spengevo, una via l’altra. Così, tanto per, mi ero fatta du’ calcoli su quanto avrei potuto risparmiare se non fossi stata una tabagista di merda. Poi ho pensato al viaggio che volevo fare in estate, e a molte altre cose, le ho scritte, ne ho parlato con chi di dovere, e mi sembravano sensate. E allora ho detto dai. Così con un riserbo e un’incredulità e una non contentezza e un senso di sconfitta e irrealtà e una sensazione di resa e di nostalgia e tristezza e fine di un mondo ho proprio consapevolmente fumato l’ultima sigaretta. Ed è stato come quando le genti si lasciano perché si amano troppo, ma sanno che è davvero giusto farlo. Perché tra me e i cicchini c’era (c’è) una storia d’amore vera. Sì, son di fòri come i tegoli, lo sapete via. Però è proprio questo, bisogna che io sia onesta. Nessuno riuscirà a farmi credere che fumare non sia una cosa meravigliosa: perché i cicchini sono parte di quello che sono, ma forse era giunto il momento di essere proprio qualcos’altro, di cavalcare l’onda della Consapevolezza e provare a farcela. E avevo bisogno di una motivazione che davvero per me fosse dotata di senso – e il cash mi sembrava l’unica cosa che ce lo avesse. Mi sono scaricata una app che si è rivelata la svolta. Ho aspettato tre giorni, ho visto che continuavo a, e allora ho investito tipo 4 euro per la versione pro, con tutti i traguardini da sbloccare di volta in volta. Una specie di videogioco. Io faccio le garette con me stessa, e avere sotto gli occhi traguardi tangibili mi ha dato una carica diocrishto!, che proprio scansatevi.

Poi è successo che a un certo punto non avevo più la casa che sapeva di fumo, la macchina che sapeva di fumo, i vestiti, i capelli, l’armadietto della palestra, la bocca. Ho sofferto fisicamente. Ho sentito il raschino alla gola per molti più giorni di quelli che mi ero immaginata.  Banalmente, ho dovuto imparare ad affrontare la vita senza sigarette. Le genti. Le situa. La merda. La gioia. Il disagio. Le attese. Il nervoso. La pace. La contemplazione. L’euforia. Le sbronze. Il post orgasmo. Il caffè della mattina. I concerti. Le uscite dai posti. La digestione. L’ansiella. Le code in macchina. Le conversazioni di ore. I momenti di vuoto. I momenti di panico. I successi. Mi sembra tutt’ora così sorprendente che forse non ci voglio pensare davvero, però sono passati i 180 giorni che mi ero data per dichiararlo, e mi sembra giusto festeggiarmi ecco.

E quindi dico solo un grazie a:

  • QuitNow
  • I kinder cioccolato
  • Il gatto del vicino
  • Le mie persone che non mi hanno mollata per un attimo
  • Le persone a cui ho mandato vocali inutili ogni volta che all’inizio avevo voglia di accendermi un cicchino
  • Le persone che non mi hanno rotto il cazzo
  • I fumatori che non mi hanno fatto sentire sbagliata
  • Gli ex fumatori che non mi hanno fatto credere che un giorno avrei smesso di avere voglia
  • Chi mi ha accolta nelle sue pause cicchino anche senza cicchino
  • La palestra che ha dato un senso ai miei polmoni ritrovati
  • Chi mi fa sorridere tantissimo permettendomi di mostrare i miei denti non più macchiati
  • Il mio salvadanaio effettivamente pieno dei soldi con cui andrò in vacanza
  • La mia forza di volontà che mi permette di non fare manco un tiro, perché so che altrimenti ripartirei a fumare come una Bea
  • Il self love che mi permetterà di perdonarmi e ricominciare se quel tiro lo dovessi fare.
  • La mia pelle, che è PAZZESKA

Questo non è solo un Motivational Monday (se ce l’ho fatta io a fa ‘sta cosa voi bimbi davvero potete fare TUTTO, ANDATE E REALIZZATE I VOSTRI SOGNI CAZZO), ma pure un gigantesco #scusatemavelodovevodire. Perché è tipo la cosa più assurda che io abbia mai fatto nella vita. E non sono per niente contenta, ma sono contentissima.

B.

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