Cose con la B va a Fano e manca poco ci rimane

Domenica 9 giugno avevo una missione: fare dell’intrattenimento durante Letteraria in Città, l’evento in cui si annunciavano i finalisti del Premio e Giornate di Letteraria.

Il Premio e Giornate di Letteraria funziona così:

  • Squillano le trombe, esce il bando! Possono partecipare le case editrici (escluse quelle a pagamento, e già cuori) con i libri usciti tra l’1 gennaio 2018 e il 31 gennaio 2019.
  • Le case editrici mandano i libri, che entreranno a far parte delle librerie delle scuole e della Mediateca Montanari di Fano, quindi a disposizione di tutti i cittadiny.
  • I ragazzi (che si offrono volontari, mica li obbliga nessuno!) delle scuole (non solo licei, ma anche istituti tecnici e professionali) leggono i libri. Sono loro la Giuria del Premio, e quest’anno erano più di 900.
  • Una volta letti i libri, compilano una scheda in cui scrivono una piccola recensione e assegnano un voto.
  • I libri più votati andranno a costituire la decina dei finalisti.
  • Ripartono le letture e le votazioni, fino ad arrivare alle Giornate di ottobre (11-13) in cui ci saranno le premiazioni.
  • Lo scrittore del romanzo italiano e il traduttore del romanzo straniero si portano a casa il real cash (2000 sacchi, mica noccioline!). Però mi devono andare a Fano, sennò nulla, e questa cosa mi ha fatto volare.

Quindi mi sono traslata nelle Marche, regione del cuore, regione dove il cuore, anni fa, si era proprio spostato. C’è stata della catarsi ma ve la risparmio.

Fano è un po’ più in su di dove andavo un tempo, non parlano strano ma hanno le case coi mattoncini chiari pure loro; spoiler: ho scoperto una realtà di provincia da cui mi sono portata via un sacco di spunti per la Conca. E se siete in crisi esistenziale e dovete scegliere un posto a caso dove vivere, non fate vincere il caso, scegliete Fano, una di quelle città che in 24 ore ti fanno seriamente prendere in considerazione l’idea di poterci vivere, aprire un’attività, mettere al mondo una discendenza perché sai che vivrà in prosperità e armonia. Sono capitata il giorno in cui si teneva il ballottaggio, e c’era della seria trepidazione, e insomma poi ha vinto chi doveva vincere e tutto si è trasformato in una esplosione di gioia per una città che ha, come tutte, i suoi disagi e le sue glorie, ma a me sembra ce la stia mettendo tutta per non soccombere, anzi: vuole proprio dire ci sono, ci siamo, venite a vedere che si fanno le cose belle.

Poi:

  • Tra i 73 libri in concorso, non avrei fatto arrivare in finale nessuno di quelli che invece hanno scelto i ragazzi. Questa cosa è straordinaria.
  • Mi sono rotta del conflitto generazionale: siamo persone, non età. Un bimbetto di 15 anni mi può insegnare più cose di un coglione di 45. La diversità, anche di generazione, deve diventare inclusiva e non oppositiva. Ya basta.
  • Non ci potrò mai fare nulla: sentire ragionare di libri è una delle mie cose irrinunciabili della vita, come il prosciutto crudo.
  • Valeria Patrignani, direttrice della MeMo (che è strabella!), sono partiti in automatico gli occhi a cuore quando ho pronunciato “Biblioteca San Giorgio di Pistoia”. Moto d’orgoglio pure sulla West Coast, yay!
  • Se proprio non vi volete trasferire a Fano, iniziate a prenotare per il secondo we di ottobreI luoghi del Premio sono wow, ci farà sicuramente ancora caldo e ci potrete pure unire un po’ di mare (libri/mare ma che combo è?), i loro carboidrati sono pazzeschi e l’acciottolato delle strade mega romantico. Mi hanno fatto fare un tour di Fano by night e, pure se ero in after dall’emozione, non ho smesso un secondo di adorare ogni cosa. Luogo prefe: la darsena borghese, of course!
  • Le persone, soltanto le persone. Le mie amiche. Le amiche ritrovate. Le amiche delle amiche. Le ciliegie. Un vivaio con un pavone.

E quindi grazie:

  • Maura Maioli, la direttrice dell’Associazione Letteraria
  • A tutte le persone che mi hanno fatto sentire a casa – e considerando quanto per me casa, la mia Happy Home, sia centrale in questo momento, è una cosa che va sottolineata.
  • Soprattutto grazie alla signora che si è voluta fare un selfie con me, è un’esperienza che non avevo mai vissuto.

B.

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