Vanni Santoni alla Cité – le combo, quelle belle

Il tour dell’ultimo romanzo di Vanni Santoni, I fratelli Michelangelo, assomiglia a quello di una rock-band che si spara decine e decine di concerti in qualsiasi spazio, evento, manifestazione, rimbalzando come una pallina da un capo all’altro del Paese. La prima è stata a Roma il 16 marzo, e ci sono già alle spalle librerie con solo posti in piedi, a Firenze I fratelli avevano esordito all’IBS, ma la presentazione alla Cité è una “sacra tradizione” che non si può disonorare.

COSÌ PARLÒ SARMI ZEGETUSA

A me sentire Santoni è una cosa che mi fa star bene, quindi vi meritate pure voi le sue perle di saggezza – ma vi assicuro che rendono meglio se leggete il romanzone (che è una bomba, una bomba!).

  • Svolta assoluta su “questa cosa del trombare”, che un tempo “era parecchio importante” – la prima parte del romanzo indaga infatti la tardiva educazione sentimentale di uno dei figli, Enrico: aveva senso “finché aveva senso politico, fino a che cioè poteva rivendicare territori di libertà che non c’erano, e quindi andavano fatti i conti con questa questione”. Boh, amici, pensiamoci davvero.
  • Anche perché adesso per Vanni Santoni la questione spirituale è quella centrale (affrontata nell’ultima parte), “quindi il passaggio dalla figa a Dio è emblematico ma pure tragico”. Grazie. Grazie.
  • Nel romanzo ci sono sì delle chiavette che esplicano i vari congegni allegorici, però dai, non è che i libri devono essere dei passepartout.  D’altra parte, le sezioni di Louis e Rudra, quelle che contengono chiavi, sono anche le uniche che gli editor avevano proposto di togliere (risate da sit-com in sottofondo).
  • Stiamo uscendo da un’epoca in cui essere realizzati corrispondeva a un determinato posizionamento della società, adesso è una questione personale ed è una conquista (qui mi sono illuminata San Paolo style).
  • La questione dell’arte contemporanea è indagata nella parte di Cristiana: l’arte da Duchamp in poi, si è liberata dal medium,diventando pura idea, ed è per questo che l’arte contemporanea spesso viene accusata di essere fuffa: il fatto che conti solo l’idea è più difficile, e Cristiana non ce la può fare malgrado il suo enorme talento.
  • L’editoria è la versione sfigata dell’arte, a *** (fiera di cui mi son persa il nome) ci sono le stesse dinamiche del Salone del Libro, ma estremizzate e con più riccanza.
  • Ho scoperto il fenomeno dello Zombie Formalism (please ask google).
la citè vanni
Foto della Cité (io in pole position as usual, sia mai)

LE VOCI INSIDE MY HEAD

  • Una delle svolte vere delle presentazioni alla Cité è vedere le persone oltre le grandi vetrate che, passando, guardano dentro stupite, incuriosite, perplesse, compiaciute. E quando a qualcuno si schiude un sorriso è bellissimo.
  • Federico Di Vita, che presenta il romanzo, dice che la nostra generazione ha problemi con quella precedente, perché ha avuto molto, noi non riusciamo ad avere altrettanto (sì, son d’accordo). C’è quindi un rimosso con cui adesso si sta tornando a fare i conti, e ritroviamo abbestia il tema del padre in molti romanzi recenti (ne scriverà presto un articolo). E io mi chiedo, allora, ma poi chissà se è proprio recente ‘sta cosa o se è sempre stata così, non c’era un riquadro sul Luperini che indagava la tematica paterna quando si è fatta la Coscienza di Zeno? Non è invero la queen di tutte le tematiche, un esondante GTR (Grande Tema Ricorrente), e quindi insomma va bene flasharsi ma anche no? Poi io sono basica e quindi la risposta sarà sicuramente no, ma vabbè. 
  • Federico Di Vita dice che I fratelli Michelangelo è un flusso, perché procede con grande rapidità – e io un po’ penso a Tegamini che dice che se vuoi leggere una roba scorrevole ti leggi il rubinetto dell’acqua (cuoroni), e un po’ penso al flow dei rapper che non va interrotto (Ninna nanna, ninna ninna oh / Uooh ooh / Questo flow a chi lo do?), e appunto, io sono basica, e rido da sola.
  • A un certo punto parlano di roba induista che no entiendo, e i criceti fan fatica.
  • Sponsorizzo tantissimo un Vanni-Pocket che ti legge i suoi libri sempre a disposizione, perché è tipo imprescindibile.
  • Da Sabatino si mangia bene – e si ride molto.

B.

 

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