Bollettino sulle voci inside my head #10

Da lunedì ho mal di gola e mi fanno male le orecchie quando deglutisco, e allora è come se avessi dell’ovatta in bocca, una molletta dei panni sul naso, di quelle grosse e di legno che usava la mia nonna in montagna, me lo fanno pizzicare tanto da farmi lacrimare gli occhi. Quindi ho la vista velata e un senso generico di fastidio, ma non abbastanza per starmene a letto. Semplicemente faccio le cose incazzata perché non sento bene, non vedo bene, e mi bruciano le tonsille.

Penso che sia questo il motivo per cui questa settimana ho trovato amplificata all’ennesima potenza la riluttanza nei confronti del mondo (sì poi è anche la depre post Bolo ma tant’è): dalle reazioni post Notre-Dame (è pazzesco come si sia riusciti a scannarci pure per questo, ci sono rimasta di merda), all’ipotesi di chiusura di Rai Movie e Rai Premium “perché caratterizzati da limitata audience e scarsa profilazione del pubblico”, la guerra in Libia che boh secondo me dovrebbe essere un argomento di discussione primario invece vabbè, gli insulti a Michela Murgia e la bassezza della vicenda del ssm dell’Inps, che vi giuro mi fa venire il vomito. Mi rimbalza tutto nella testa che già formicola di per sé, sentendosi inadeguata e piena – delle telefonate di lavoro che proprio in questi giorni hanno raggiunto picchi estremi di sbatti, dei contributi non richiesti da gente totalmente inutile, di disagi non miei che però sento tantissimo miei come si fa mannaggia, e vorrei avere una torre d’avorio d’emergenza in cui rifugiarmi, che lo so che non sta bene però a fronte di tutto questo parlare io vorrei solo un po’ di silenzio, una bella vista e tanti libri.

E allora mi rendo conto che ops, la torre d’avorio ce l’ho, si chiama Eremo e dannazione come ci sto bene. Perché va bene che sono un animalino sociale, ma è giusto anche che mi stiate tutti sul cazzo ogni tanto e che io non voglia vedere nessuno (a parte ovviamente pochi eletti), e me ne sbatta pure “delle piccole cose belle di ogni giorno” che sì sì ci sono io me le segno, le fotografo e me le tengo per dopo, ma ci son giornate che voglio semplicemente poter definire “di merda” senza sentirmi in colpa – voi e la vostra resilenza di stocazzo!, e starmene tra gli ulivi a leggere libri-disagio accarezzando gatti non miei – che era un po’ un’aspirazione della vita e l’ho ottenuta, cosa voglio di più? Che tanto a scendere dall’Eremo e a ributtarmi nella mischia ci metto cinque minuti, non temete.

io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto io non lo so
io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto è solo questo

B.

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