Bollettino sulle voci inside my head #8

Su Urban Outfitters, nella sezione Lifestyle, si presenta una sarabanda di oggetti appartenenti a ben tre decadi diverse, e il mio bisogno di ordine assoluto mal si concilia con tutto ciò – vedere nello stesso momento Britney Spears e Hannah Montana (di cui era fan la mia sis e non io), mangianastri e airpods, polaroid riesumate e macchinette usa e getta, kit per far crescere il proprio cactus e specchi con il bluetooth incorporato, il Tamagotchi e il drone per farsi i selfie. C’è pure della roba ipertecnologica che davvero non riesco a riconoscere, o aggeggi che rispondono a esigenze che non riesco a decifrare (tipo questo), accanto a un LP degli Offspring e a libri che ti spiegano il potere dei cristalli. Sono davvero confusa, e mi immagino le diciassettenni di oggi bombardate da stimoli così diversi: io ci avrei perso il capo. Per natura ho bisogno di collocazioni temporali precise e nette, sennò faccio confusione, perdo il filo, mi sale l’ansia. Vedendo questa gallery non capisco cosa sta succedendo invece, qual è il mood che va per la maggiore, chi vorrebbero che le bimbette fossero. Sì, sono tutte robe che vedo spopolare nei video delle youtuber/influencer ventenni americane, però vorrei che qualcuno mi aiutasse a capire meglio perché e quanto durerà.

E poi all’improvviso ho capito di provare rabbia. Vedere le diverse cose affiancate prima ti provoca smarrimento, e poi ti rendi conto che non è giusto, e che è tutto svalorizzato: noi non le toccavamo le cose degli altri, noi abbiamo sempre provato rispetto, venerazione nei confronti di quelli più grandi, quasi un senso di colpa per non aver vissuto le loro cose, ma ne stavamo fuori senza fiatare. Se loro volevano condividere qualcosa, grazie, altrimenti stavamo nel nostro. Già non abbiamo una cazzo di identità, non ci resta niente, a noi che abbiamo vissuto la fine del millennio, e oltretutto questi bimbetti ci stanno rubando tutto. Eravamo ossessionati dai gadgets, perché non li potevamo avere: costavano tantissimo, erano sogni irrealizzabili, ogni tanto avevamo qualche briciola, e adesso invece montagne di lama, bradipi, vegetazione tropicale, fotine, lucine, tarocchi, ananas, unicorni (ma nemmeno un fenicottero, è già finito il loro tempo?), insieme alla colonna sonora di Roma e all’autobiografia di Michelle Obama; e insieme ai nostri rollerblade. Ci sono, poi, una varietà infinita di diari motivazionali e manuali divertenti per uscire dall’ansia. Sono tutte cose che avrei voluto moltissimo credo.

Sfogliando la gallery, però, mi rendo conto di aver passato proprio una soglia definitiva tra il prima e il dopo, perché riesco a rimanere abbastanza lucida pensando “eh, questa è proprio una cosa inutile, poi non ho soldi e non ho posto in casa”. Ma che palle. Vi giuro non pensavo che ciò potesse davvero accadere, penso che a stretto giro farò un salto sullo shop on-line di Maison du Mond per provare degli aneliti di consumismo più centrati, ma intanto vi lascio una wish-list immaginaria di cose inutili che fino a poco tempo fa avrei ucciso per avere:

Se poi qualcuno me le regala io non mi offendo e un posto glielo trovo eh!

B.

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